c'è un sostenuto vento da nord-est in quota (2000 m) che mette in sottovento la zona.
Più a sud, è sensibile l'ingresso di aria da est alle basse quote.
In atterragio l'aria è calma.
si va tutti in decollo, il cielo è sereno e con il riscaldamento dei pendii è possibile che la condizione diventi ben volabile, sviluppando una manche sul lato opposto della conca reatina.
Alle 11, sul decollo le raffiche di aria sospinte dal vento di nord-est sono forti.
Il decollo è in sottovento ma l’aria si infila dalle selle della montagna e si unisce alle termiche spazzando il decollo da sud.
In quelle condizioni sono molti i piloti che nemmeno si sognano di togliere la vela dalla sacca. Giorgio corti. Il direttore di gara, redige un tema di gara provvisorio che prevede boe sul lato opposto dell’agro reatino, evitando tutte le zone di sottovento, ma l’aria è tutt’altro che favorevole ad ospitare 130 piloti in volo contemporanemente.
Tuttavia, con lo scaldarsi dei declivi, l’effetto del vento di caduta diminuisce, e verso le 13 le condizioni sono più ragionevoli, mentre il cielo comincia a popolarsi di innocui cumuli e le nubi da dietro la montagna non corrono più con la velocità di un paio d’ore prima.
Durante il briefing, viene annunciato che a Christian Biasi e Alijaz Valic verranno assegnati 950 punti.
I due piloti erano atterrati per prestare soccorso ad un pilota coreano che dopo un negativo era atterrato in una radura in modo rovinoso, rimanendo immobile per un bel po’ di tempo.
I due piloti, pur essendo nel gruppo di testa, visto l’incidente avevano rinunciato alla competizione scendendo per prestare aiuto. Alla fine il pilota coreano se l’è cavata con un grosso ematoma al gluteo ed oggi era già tornato in gara. La giuria, considerato il loro encomiabile comportamento li ha premiati come se fossero arrivati in goal col gruppo di testa.
Alle 13 si alzano in volo le termocavie, ed appare subito evidente a tutti che le condizioni sono ottime, le vele non ondeggiano e le termiche sono già ben organizzate, in breve li vediamo girare ben oltre i 2000.
Si decide allora per una gara di 52 km il cui tema è:
Decollo di Poggio Bustone,
Emmezzeta (una fabbrica alla periferia di Reiti)
Apoleggia
per poi mandare tutti sull’altro lato della conca a sfruttare l’effetto di termodinamica del vento di Nord-est:
S. Filippo
Greccio
Atterraggio a Poggio Bustone.
Al momento del decollo, alle 13.30, le condizioni sono ancora migliorate, i decolli si susseguono regolarmente e le vele si innalzano in termiche robuste ma senza turbolenza.
Nel frattempo il cielo è stupendamente popolato di cumuli. Le vele, fatta la boa dell’Emmezzeta viaggiano alte ed in gruppo per quella di Apoleggia. Le vediamo transitare sull’atterraggio, fare la boa e dirigersi verso ovest.
Sull’altro lato della conca la condizione è buona ma non banale, l’attività termica rallenta e costringe un buon gruppo di piloti a perdere tempo per ricercare qualcosa di efficace per riguadagnare quota.
Il ritorno da Greccio al goal è in controvento e sebbene non sia forte sono non pochi i piloti che atterrano prima dell’arrivo.
Poco prima delle 16 si vede arrivare il primo nugolo di piloti, sono molti ed ammassati, Il direttore di gara impone il silenzio nell’area della linea d’arrivo, con i binocoli si cerca di leggere i numeri di gara, per anticipare le operazioni di registrazione e si accende la telecamera che riprende i passaggi sulla linea. Taglia per primo il traguardo l’americano Matt Beechinor, seguito dallo svizzero Andy Aebi, e dal bulgaro Yassen Savov che precede di un paio di secondi Luca Donini e Christian Biasi che tagliano il traguardo contemporaneamente a 31 secondi dal primo.
Alla fine della giornata più della metà dei piloti arriva in goal ed il parere generale è che la gara sia stata facile.
Se si considera che era elevato il rischio di non poterla disputare, o di trovare condizioni di sicurezza
Questa sera cena per piloti, organizzazione ed autorità al ristorante Due Laghi.